I giovani italiani, il lavoro, il suicidio e la Ministro

Una querela che fa male, quella contro la Ministro Elsa Fornero, che questa volta ha davvero esagerato con il suo appellativo "Choosy" dedicato ai giovani italiani. A sporgere denuncia formale il padre di un giovane suicida, Norman zarcone, laureato e dottorando in Filosofia del Linguaggio, che si tolse la vita proprio a causa principalmente dei problemi legati al lavoro.
Quella di Claudio Zarcone vuole essere una azione di esempio, perché un Ministro non può colpire così duramente i giovani, che lavorino o che siano vittime del non lavoro.
Per un padre che perde il figlio così violentemente non c'è che rispetto, quello che egli stesso chiede al Ministro, affinché il figlio non continui a morire per colpa della mancanza di sensibilità. Che i politici non siano nuovi a certi scivoloni poco eleganti lo hanno dimostrato più volte i fatti.
Il ruolo di potere che è affidato a chi ci rappresenta ha una importanza estrema, non solo appunto per la facoltà di decidere che cosegue al ruolo, ma anche per la responsabilità di quanto viene detto pubblicamente.
Che i nostri giovani siano meno avezzi alla carriera lo sanno i genitori e anche i giovani stessi, che il mercato del lavoro in Italia sia difficile e per certi versi ostile alla gioventù lo si constata di giorno in giorno, ma da questi presupposti appellare i giovani come difficili, viziati e schizzinosi nel lavoro, proprio no. Anche voi avete una storia da raccontare che dimostri al contrario la capacità di cavarsela della gioventù italiana?