
Al quarto squillo Lucia allungò automaticamente un braccio e con la mano, a tentoni, andò alla ricerca della cornetta del telefono. Con la voce impastata dal sonno mormorò un laconico pronto.
“Sono io ….” Bisbigliò una voce maschile dall’altra parte della cornetta.
Lucia spalancò gli occhi sulla radiosveglia, si tirò a sedere sul letto e accese l’abat-jour sul comodino. Si era mossa nello spazio di pochi secondi e con un’occhiata furtiva all’indirizzo del marito: pareva immerso nel sonno ed il respiro le arrivava profondo. “Dario, che succede….” Aveva soffocato la voce, ma il tono risultò chiaramente allarmato.
“Niente, niente,” lui, sommesso “mia moglie sta dormendo. Ma io non riesco a prendere sonno e mi è venuta voglia di sentirti.”
“Alle tre di notte?” Lucia fu leggermente brusca quanto ironica “In piena notte?”
‘Scusami…” lui, era mortificato “..lo so bene che l’orario è indecente, ma adesso che sto per diventare padre sento maggiormente quanto io sia legato a te. E mi manchi, Lucia”.
“Anche tu mi manchi,” sospirò lei, addolcita “e ti voglio un bene immenso.”
“Te ne voglio pure io, piccola.”
Silenzio. Poi: “Ho paura, Lucia. Mi ha preso il panico. La responsabilità di un figlio. La mia vita che cambierà in funzione della sua. Il nostro rapporto che non sarà più lo stesso.”
"Dario, il nostro rapporto è da un pezzo che è cambiato. Noi, siamo cambiati. Cresciuti."
"Lo so. Però mi ha preso un attacco di nostalgia."
"No, è che tu hai 40 anni e soffri della sindrome di Peter Pan." Lucia lo aveva precisato tra il serio ed il faceto; Dario, del resto, con il suo atteggiamento scanzonato la divertiva come pochi e, comunque, quello non era il momento né il luogo giusto per una delle solite prediche
"Domani," stava sussurrando lui "vediamoci domani, Lucia. Anche a pranzo."
"A pranzo…"
"Lucia…." la voce assonnata del marito "..ma con chi stai parlando… chi è al telefono..?"
"E' Dario…" lei, con naturalezza, girandogli uno sguardo rassicurante.
Lui, con gli occhi aperti a fessura, poco convinto. "Che c’è, la moglie ha le doglie?"
"No, no. Un semplice attacco di panico all'idea di diventare padre da un momento all'altro."
"Tuo fratello non cambierà mai, Lucia...” il marito stava soffocando uno sbadiglio.
"Lucia, ci sei?" il fratello.
"Sì, Dario. Domani a pranzo, dicevi?"