Applausi sul palco e dietro le quinte per la Cenerentola

Approdata al teatro Rendano di Cosenza la fiaba di Charles Perrault e l'opera rossiniana che ha fatto sognare generazioni di ragazze, complice la scarpetta persa alla fine del ballo che si trasforma in una vera e propria opportunità per diventare principessa non per una sera, ma per sempre.
Tutti d'accordo sulla pulizia formale e sulla raffinatezza de “La Cenerentola”, primo titolo operistico della stagione lirico-sinfonica del Teatro “Rendano” di Cosenza inauguratasi ieri sera sulle note dell'Inno di Mameli eseguito dall'Orchestra del teatro di tradizione cosentino diretta da Marco Balderi. Un allestimento, quello di “Cenerentola” che porta la firma del regista Aldo Tarabella, direttore artistico di quel Teatro del Giglio di Lucca con il quale il “Rendano” di Cosenza e Lorenzo Parisi, direttore artistico della stagione, hanno ripreso in mano il bandolo di una collaborazione produttiva che potrebbe, da qui in avanti, riservare altre buone sorprese.
Se sul palco si è offerto il massimo, grazie alla bravura di un cast d'eccezione - protagonista la mezzosoprano Paola Gardina, che proprio per “Cenerentola” aveva vinto nel 2003 il prestigioso concorso “Toti Dal Monte” - dietro le quinte non è certa mancata l'efficienza e la bravura dello staff.
A contribuire al lavoro dietro le quinte le allieve dell'Accademia New Style di Cosenza, ente di formazione nel campo della moda e del design che, per il secondo anno consecutivo conferma la sua mano d'opera. Il laboratorio di costume è quello maggiormente appassionante per le ragazze dato che anche dai loro tempi e dalle loro capacità dipende la riuscita di uno spettacolo.
Tutti gli artisti, a partire dal regista Aldo Tarabella, hanno espresso grande apprezzamento per il carattere delle allieve e profonda gratitudine per la loro capacità di risolvere ogni piccolo imprevisto di sartoria.
La nota vicenda del melodramma giocoso rossiniano si sviluppa, infatti, in un andirivieni di palazzi di carta e scatole magiche che si muovono continuamente in un meccanismo ad orologeria e che restituiscono l'atmosfera fiabesca (si veda la materializzazione della carrozza) e all'interno della quale si sviluppa l'azione dei personaggi. In aiuto degli spettatori, i sovratitoli, per facilitare la non agevole comprensione del libretto di Jacopo Ferretti, particolarmente aulico.
In foto le costumiste allieve della New Style.